La CONSOB avvia consultazioni in materia di obblighi di trasparenza delle partecipazioni rilevanti riconducibili ai Trust

Con Comunicazione del 21 giugno 2013 la Consob ha indetto una procedura di consultazione con riguardo alle comunicazioni ex art. 120 del Testo Unico della Intermediazione Finanziaria (“TUF”) e l’operatività del trust nel mercato dei capitali di rischio.

Il trust si presta ad essere utilizzato per eludere la disciplina in materia di assetti proprietari a causa della complessità della struttura tale da creare uno sdoppiamento della proprietà ancora sconosciuto ai sistemi di civil law, quale quello italiano: da un lato il trustee, il proprietario ai fini dell’amministrazione (cd. legal owner); dall’altro il beneficiary, il proprietario ai fini del godimento (cd. equitable owner)”.

L’iniziativa della Consob appare in linea con gli standard definiti dal FATF-GAFI (“Financial Action Task Force” – “Gruppo d’Azione Finanziaria”), ossia l’organismo che promuove a livello internazionale, attraverso l’adozione di principi normativi comuni, il contrasto del riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. L’ “Action Plan” italiano, in particolare, ha l’obiettivo di dare attuazione alle Raccomandazioni 24 e 25 del FATF-GAFI che impongono alle autorità nazionali di poter accedere tempestivamente alle informazioni sul titolare effettivo, cioè la persona fisica che in ultima analisi controlla e/o trae beneficio dal trust. Ciò anche mediante il recepimento della IV Direttiva antiriciclaggio e le conseguenti modifiche al decreto legislativo n. 231/07.

In questa scia, si pone dunque il documento di consultazione della Consob che ha l’obiettivo di far sì che siano resi disponibili al mercato e di conseguenza alle autorità di competenza:

– l’identità dei beneficiari, del settlor, del protector (laddove presente) o del legale rappresentante;

– gli eventuali poteri di intervento nella gestione della partecipazione assegnati dall’atto costitutivo a soggetti diversi dal trustee;

– la natura del trust;

– le eventuali sovrapposizioni tra i soggetti coinvolti nel trust, nonché coloro che rivestono posizioni apicali, nel trust ovvero nel gruppo in cui il medesimo è inserito.

ad 30CONSOB 21.06.2013